Siamo particolarmente interessati a professionisti e artisti che sviluppano sistemi di business attorno al loro Personal Brand. In particolare coloro che implementano strategie di merchandising e licensing. Questo è sicuramente uno dei casi più eclatanti:
Conosciamo (purtroppo) tutti Lady Gaga, la cantante Pop Italo-Statunitense ai vertici delle classifiche per il suo look, le sue provocazioni e anche la sua musica.
Il gruppo Newcast Vivaki ha creato un breve video per evidenziare le 5 lezioni della Germanotta. 5 elementi chiave del suo modo di fare branding di se stessa e del suo personaggio. Una rassegna interessante dalla quale capire come è stato creato a tavolino il fenomeno GaGa e come possono essere gestite le icone pop contemporanee.
Recentemente ho avuto occasione di confrontarmi con un amico web designer sul Personal Branding. La conversazione è partita dall’importanza del logo nella comunicazione online.
Il logo come ben sappiamo è la scritta, immagine o rappresentazione con la quale si comunica e quindi identifica un brand, un prodotto o un’azienda.
Wikipedia li distingue in 3 categorie:
logotipo: è il segno grafico il cui referente è un’espressione fonetica, è un marchio scritto pronunciabile, ad esempio il logotipo Olivetti
pittogramma: è un segno iconico il cui referente è un oggetto o una classe di oggetti, un aspetto o un’azione che l’oggetto può esprimere
diagramma: è un segno non iconico, o comunque con un basso grado di iconicità, e può pertanto non avere alcun richiamo alla realtà, ad esempio il segno Nike
Un Brand Personale ha veramente bisogno di essere rappresentato da un logo?
Quando conviene creare una rappresentazione dell’identità e del carattere di una persona e quando basta semplicemente sfruttare l’immagire reale della persona?
Un esempio nel primo caso è quello di uno degli atleti più forte della storia: Micheal “Air” Jordan.
Non ci stancheremo mai di insistere su uno degli assunti più importanti del Personal Branding Online (e non solo):
non esiste una strategia online buona o cattiva di per sè, dipende dal contesto e soprattutto dai propri obiettivi
Eppure la domanda tipica che ci viene fatta è: va bene questo Blog per me?
Oppure: faccio bene ad aprire una pagina Facebook?
Non lo so, dove vuoi andare?
Coaching
Avere chiari i propri obiettivi non è sempre facile. Alla base delle proprie scelte ci possono essere razionali personali, economici, famigliari, etc. Tutte cose che possono non essere evidenti in prima battuta. Quante volte poi ci poniamo una meta per poi non raggiungerla mai? Magari proprio per aver sottovalutato uno di quei fattori?
Ma aver ben definita la propria direzione è estremamente importante: ci rende tutti più creativi nell’inventare nuovi modi per raggiungerli e ci permette di misurare i risultati giorno dopo giorno.
Ho conosciuto Claudio Belotti molti anni fa, seguendo alcuni suoi corsi. Il suo curriculum è impressionante, così come la grandezza dei clienti per cui ha lavorato.
Ho partecipato a già due edizioni del suo corso Obiettivi, l’ultimo putroppo molto tempo fa.
Molti dei risultati che ho prodotto negli ultimi anni li ho identificati in quelle poche ore di corso. Per questo motivo mi sento di raccomandartelo. In una sola giornata hai l’occasione di definire la direzione dei prossimi 5 anni!
Se ti iscrivi facendo il nome di PersonalBranding.it, potresti ottenere un sorriso premium dalla segreteria e l’opzione di non sederti per forza vicino a me! eheh
Abbiamo conosciuto Sara proprio mentre presentava questo progetto al FashionCamp. Rilevante rispetto al Personal Branding vero? Siamo rimasti folgorati perché condivide gli stessi valori che ci hanno spinto a creare PersonalBranding.it!
Dopo aver visto la freschezza dei contenuti sul sito WillBeFamous.com le abbiamo chiesto una breve presentazione che vi invitiamo subito a leggere.
BeFamous
Sono una persona molto curiosa con una grande passione per l’arte in tutte le sue forme ed espressioni.
Ho diversi amici che possono definirsi artisti, e che stentano a vivere con la loro attività creativa. In Italia, la parola “artista”, si associa prevalentemente un attore-cantante, o comunque a un personaggio pubblico, ma ci sono tante persone che, pur non essendo note ai più, realizzano creazioni. Perché non farle conoscere a tutti? E’ nato così un anno fa BeFamous, un blog sul portale di Style.it, dove pubblicavo interviste in cui gli artisti che m’incuriosivano si presentavano. Questi poi si rifacevano vivi presentando le loro nuove collezioni, gli eventi nei quali venivano coinvolti, così progresivamente ho costruito un sito
più strutturato.
Dare voce
Il mio fine è dar voce a tutte le persone che, senza sponsor e tra mille difficoltà ed ostacoli, si impegano senza sosta per realizzare i propri sogni e progetti.
Le domande che pongo agli artisti ruotano fondamentalmente intorno al loro passato, presente e futuro. M’interessa conoscere quale sia stato il percorso compiuto e gli scogli che hanno affrontato e superato per giungere all’obiettivo, come si svolge il loro lavoro quotidiano e quali sono i loro sogni per il futuro.
Mi mantengo in contatto e seguo tutti gli artisti intervistati pubblicando ad esempio i loro nuovi lavori, eventi ai quali parteciperanno, creando così una sorta di Community degli artisti di Befamous. Il sito non è solo una vetrina ma anche una uno strumento che consente loro di pubblicare inserzioni nella Bacheca (per esempio, per ricercare collaboratori) o di fare conoscere ed apprezzare direttamente il proprio lavoro mettendo in palio una propria creazione con la formula dei “giveaway”. Ho avuto anche l’opportunità e la gioia di dialogare e poi pubblicare anche con artisti già affermati, che con notevole gentilezza e umiltà hanno raccontato la loro esperienza e offerto numerosi spunti di riflessione.
Punto di riferimento
Il sito è oggi un punto di riferimento dell’area tanto che sono spesso contattata da nuovi artisti che desiderano entrare nella community di Befamous.
Il sito è gestito in maniera informale e spontanea, (ad esempio lascio gli “smile”
e difficilmente correggo la terminologia usata nelle risposte), non è aggiornato
quotidianamente, e non ha alcuno scopo di lucro. Il mio “guadagno”, se così si può chiamare, è la possibilità di conoscere nuove persone che amano l’arte, il loro sogni e loro progetti ed aiutarli a raggiungere un pubblico più ampio che meritano.
Il mio sogno per BeFamous è quello di allargare il giro di artisti da intervistare. Mi piacerebbe dar voce anche ad attori, cantanti, ballerini… insomma, siete tutti i benvenuti!
Aprire un blog è facile. Bastano 5 minuti.
La parte fondamentale è avere una strategia per raggiungere i propri obbiettivi di Personal Branding e, ovviamente, di Business.
In questo contesto uno degli aspetti più importanti, spesso sottovalutato, è la tua strategia di comunicazione.
Quali argomenti e quale stile possono sviluppare meglio il tuo Personal Brand?
Ecco alcuni spunti:
Parla delle tue passioni
Segnala i fatti e le persone che ti hanno ispirato
Rendi protagonisti i tuoi clienti. Sei dai loro spazio favorirai il loro business e la tua immagine con delle referenze
Spiega in maniera semplice come i tuoi servizi o prodotti possano aiutare i tuoi clienti a raggiungere i loro risultati
Segnala casi di successo ottenuti da altri
Usa uno stile che ti differenzi: font, grafica, il tuo modo di scrivere o parlare a video, etc
Menziona le cause che supporti: se ci credi fai la differenza
Diffondi le ultime novità sul tuo campo: dimostra assoluta competenza
Ammetti le evidenze: qualcuno segnala un errore? ammettilo e ringrazialo per la consulenza gratuita!
L’alternativa è parlare come fanno le imprese nelle loro brochure o nei loro siti Internet istituzionali.
Da oltre dieci anni tutti consigliano alle aziende di parlare più umano, è bene gli umani non si mettano a parlare in aziendalese!
Quattro ore molto intense nelle quali abbiamo avuto modo di presentare e confrontarci su reputazione, identità e tecniche di promozione personale nell’universo dei Social Media.
Immaginate di voler catturare l’attenzione dei principali direttori creativi delle società che si occupano di pubblicità. Ma di non avere contatti importanti da sfruttare e di disporre di un budget molto limitato.
Standing ovation per questo ragazzo, che ci dimostra, ancora una volta, che sono le idee, non le risorse a fare la differenza!
Perché?
ce lo spiega in modo brillante il geniale Hugh Macleod (uno dei più celebri esempi di personal brand a proposito):
Comportarsi come le aziende non significa imitare quelle si comportano male! Da anni si parla di umanizzazione del Brand aziendale, di dare un volto alle aziende, di parlare umano: chi meglio di una persona può parlare umano?
Ospitiamo Marco Faraci, un giovane freelance nel campo del design della comunicazione che si è laureato con una tesi dal titolo: “MEltin’ pot MEnu: dalla self promotion al personal branding del designer della comunicazione“. Da questo lavoro è anche scaturito un pregievole ebook, che lui stesso ci presenta qui di seguito.
“MEltin’ pot MEnu”: il primo ebook sul personal branding del Communication Designer
Se sei un
art director, copywriter, project manager, graphic designer, web designer, account, fotografo, video maker, digital strategist, … come fai a distinguerti da tutti gli
art director, copywriter, projet manager, graphic designer, web designer, account, fotografi, video maker, digital strategist, … là fuori?
Parafrasando la domanda di Luigi Centenaro mi sono proposto, nel mio ebook “Meltin’ pot Menu. Dalla self promotion al personal
branding del designer della comunicazione”, di offrire ai professionisti della comunicazione alcune linee guida, criteri, spunti, strumenti utili per riconoscere il proprio valore distintivo e comunicarlo in modo efficace nel mercato del lavoro contemporaneo.
L”interesse per “l’argomento” Personal Branding sta progressivamente crescendo. Se fino a poco tempo fa si trovavano articoli e riflessioni esclusivamente su blog stranieri, ora non è difficile leggere ottimi approfondimenti e spunti di riflessione made in Italy.
Tra i tanti interrogativi emersi c’è ne sono almeno un paio che fanno discutere più degli altri. Uno di questi è la possibilità di fare Personal Branding all’interno di una azienda. Su questo tema ho realizzato un articolo per Brandforum che solleva alcune questioni:
Internal Branding e Personal Branding possono coesistere? Coltivare le proprie relazioni con i dipendenti (i primi brand ambassador) vuol dire cancellare ogni loro possibilità di creare un brand personale? E se i dipendenti facessero personal branding, come ne risentirebbe la ditta?
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