Un metodo al contrario per conoscersi meglio

Claudio BelottiClaudio Belotti, autore di “La vita come tu la vuoi” (Sperling), è uno dei più noti ed esperti coach d’Italia ed è co-fondatore di Extraordinary, il nostro partner nell’ambito Coaching e formazione. Insieme abbiamo deciso di proporre anche quest’anno una giornata dedicata al Personal Branding per i Coach: Venerdì 27 Aprile, all’interno del percorso Coaching Lab organizzato dalla loro Extraordinary Coaching School. Nel frattempo ho chiesto a Claudio di condividere alcuni spunti sul coaching utili ad ogni strategia di Personal Branding.


Se il Personal Branding è una promessa…

Nella mia esperienza ho trovato che ci sono due modi di fare Personal Branding. Quello sbagliato, consiste nel creare un personaggio a tavolino, qualcuno figo, che pensi piacerà. Una volta fatto lo metti on line e lo interpreti diventando quel personaggio. Poi c’è il modo in cui credono Luigi e tutti quelli che sanno veramente fare Personal Branding. Questo modo all’inizio è più impegnativo, ma funziona meglio perché non devi dire bugie. Se il Personal Branding è una promessa, allora se prometti di essere chi sei veramente sarà tutto molto più facile!

Nel mondo della formazione e del coaching, da dove vengo io, ci sono stati molti casi di persone che si sono vendute per quello che non erano e immancabilmente hanno deluso chi le aveva ascoltate.

Coaching e Personal Branding

Nel coaching lavoro con aziende o persone e le aiuto ad avere più risultati, siano essi di lavoro, di performance sportiva o di vita privata. Il coaching diventa utile tutte le volte in cui è necessario capire chi siamo veramente e dove vogliamo andare. Quello che segue è un metodo che ho sviluppato negli anni ed è particolarmente efficace in questo senso. Il concetto non è nuovo, la sequenza però è diversa dal solito. Con questa procedura si definiscono prima delle cose poi delle altre. Per esempio invece di partire dalla vision si parte dallo scopo. Perché? È semplice, se definisci prima la vision, lo scopo sarà figlio di questo; ma se parti dalle ragioni per le quali vuoi fare quello che vuoi fare sei sicuro che il tuo “cuore” è coinvolto in quello che farai.

Vediamo insieme i sette punti

  1. Il primo: il purpose, lo scopo. Qual è lo scopo per il quale esiste la tua attività? Se ti poni la domanda riferendoti alla tua vita personale, quale è lo scopo della tua vita? Non è sempre facile rispondere così sui due piedi. Nelle aziende serve una bella sessione con i principali attori per definire lo scopo. Nel personal coaching, seguiamo una procedura per aiutarli a capirlo, o a deciderlo.
  2. Il secondo: la vision. Cioè la visione, la posizione o status che l’azienda vuole raggiungere in tempi medio lunghi. Nella tua vita personale è il meta-obiettivo, la situazione di vita a tutto tondo che vuoi avere e quindi comunicare. In altre parole se la vita fosse come tu la vuoi, come sarebbe?
  3. Il terzo elemento sono i target, i parametri con i quali misurerai i progressi cha l’azienda o tu, state facendo verso la visione. Come saprai se la tua comunicazione di branding funziona? Cosa monitorerai?
  4. Il quarto elemento sono le priorità strategiche e operative. Cosa è più importante fare e quando? Quali azioni sono da mettere in atto per prime e quali dopo? Questa è una domanda fondamentale, che però deve essere posta solamente a questo punto. Se la facessi prima di definire gli altri aspetti, risponderesti lasciandoti prendere dall’emozione o dalla necessità del momento. Lavorando con Luigi per esempio io spingevo per definire questi punti subito, ma grazie a lui lo abbiamo fatto nel momento opportuno.
  5. Il quinto è la promessa e ogni promessa poi deve essere mantenuta: se costruisci un brand falso, che non rispetta chi sei, fai un danno enorme. Lascia perdere chi cerca di cambiarti per farti bello, e affidati a chi ti aiuta a definire chi sei, per poi aiutarti a comunicarlo in modo efficace.
  6. Il sesto aspetto sono valori. Cosa molto cara a chi come me, fa PNL e Dinamiche a Spirale. Cosa è importante per l’azienda, o per te? Il profitto o il servizio? La fama o l’onestà. I valori di fatto sono quei principi che guideranno le decisioni, ed è importante averli ben definiti, chiari e condivisi. Nel caso della tua vita personale, potresti avere valori che sono in conflitto, o che non sono propriamente tuoi ma della tua famiglia, cultura o religione. Forse non sai nemmeno di averli. L’ideale è definirli in modo di essere allineato con quello in cui credi tu.
  7. Ultimo ma non meno importante elemento, sono i comportamenti. Quali sono i comportamenti che ci si aspetta dai membri dell’azienda? O nel caso di una lavoro più personale, quali saranno i tuoi comportamenti sui social media o nel tuo blog? Senza le azioni fatte tutti i giorni, senza di essi gli altri sei passi sono solo belle parole. Sono i comportamenti che producono risultati. Senza di essi, non cambia nulla.

Lo so, sembra un percorso lungo, nella realtà è più semplice. Sicuramente è necessario. Se non lo fai rischi di comportarti come fanno in molti che agiscono in funzione dell’emozione del momento, senza una strategia e senza una meta. Mi hanno insegnato che  la qualità della propria vita è data dalla qualità della propria comunicazione. Nel 2012 la tua comunicazione è anche e soprattutto online e tramite i Social Media. Vale la pena imparare come farlo meglio, ma occorre prima di tutto partire da se stessi.

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LIBRO

Copertina libro Personal Branding della HOEPLI di Luigi Centenaro e Tommaso Sorchiotti





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