Cosa ho imparato quando il mio alter ego in Rete è diventato più famoso di me

“Ciao, sono Emma Travet, ho 26 anni, abito nella ridente cittadina e lavoro come giornalista co.co.co nella redazione di New Mag e de La Voce del Monviso, giornalmente sfruttata dal mio capo, Mr Vintage (non perché sia cool, ma perché indossa solo capi datati che odorano di naftalina, come il suo pensiero). Sapete qual è il mio sogno? Scrivere per Vanity Fair, al quale invio da tempo il mio curriculum e diversi articoli. Prima o poi, almeno per sfinimento, confido che qualcuno mi risponda, per un quarto d’ora di colloquio. […] Alla fine sono una ragazza normale, come ce ne sono tante, che tra avventure e disavventure, con spirito di iniziativa, grinta e ottimismo cerca di seguire le sue aspirazioni. Il mio motto è: non lasciare MAI nulla di intentato”.

emmat by gioia corazza

 Emma Travet illustrata da Gioia Corazza

Ebbene di intentato non ho lasciato davvero nulla, nemmeno io, Erica Vagliengo, ex bambina anni Ottanta con la passione del vintage e della scrittura, quando ho dato vita al mio alter ego, Emma Travet, su MySpace nell’ormai lontano giugno 2007, creando il progetto emmat, per promuovere “Voglio scrivere per Vanity Fair” al di là dei confini narrativi, per entrare a gamba tesa nel mondo della comunicazione sul web, sperimentando il personal branding legato al mio personaggio.  [Continua…]

Musk e Zuckerberg: due carriere in poco spazio!

Curriculum: una o due pagine

Curriculum: una o due pagine?

 

Quante pagine ha il vostro C.V.? Se la risposta è “più di due”, allora dovreste rivederlo; se invece è “una” oppure “due” allora la risposta è: dipende!

Musk e Zuckerberg: raccontare due carriere di successo

Elon Musk è uno degli imprenditori più noti ed influenti del momento: ha fondato numerose start-up tra cui SpaceX, Tesla Motors e Paypal. È un ingegnere, un visionario e un investitore. Mark Zuckerberg è uno sviluppatore e fondatore di Facebook, il social network più grande al mondo, che è diventato il primo competitor di Google.

Entrambi hanno una carriera variegata e di successo: come raccontarla?

Musk ha una lunga lista di esperienze imprenditoriali e competenze acquisite che sembra impossibile poter sintetizzare in un A4! Ma il team di Novorésumé (tool per la creazione di C.V. online), che crede nel concetto di “less-is-more”, ha voluto dimostrare il contrario. Infatti ha immaginato e realizzato il possibile C.V. di Musk riuscendo a raccontare e valorizzare il suo intero percorso in una sola pagina grazie a inserti infografici, elenchi di parole chiave e descrizioni dirette e concise. Quindi, se ad un personaggio come Elon Musk può bastare una sola pagina, non avete davvero più scuse! [Continua…]

Rebrandly: fare Personal Branding con i propri link

I link sono diventati a tutti gli effetti una delle principali valute del mondo online.

A differenza dei beni materiali dove la rarità ne aumenta il valore, online più una pagina è diffusa e condivisa e maggiore è la sua importanza. Anche per questo motivo la pratica di utilizzare i propri spazi social per rilanciare contenuti è diventata in pochi mesi, una consuetudine per gran parte delle persone attive online.

Dalle bufale online alle notizie del giorno, dagli articoli per cui indignarsi alle pagine che suscitano emozioni più semplici, milioni di persone ogni giorno condividono link, utilizzando gli ormai onnipresenti tasti di share o copia/incollando l’url, l’indirizzo della pagina.

Rebrandly

Nel tempo sono così nati servizi, come Bit.ly ad esempio, che facilitano l’attività di pubblicazione di un indirizzo web.

Come scriveva Luigi qualche tempo fa su questo blog:

Se il tuo nome e cognome, al più lo pseudonimo, sono il tuo marchio, la prima cosa da fare è non perdere mai una buona occasione per farlo girare!

Uno dei servizi migliori per accorciare i link (detti anche URL shortener) è bit.ly che offre moltissimi vantaggi, tra cui un ottimo sistema di reportistica dei click. I link che vengono inseriti su quel servizio sono nel formato bit.ly/qualcosa, ma possono essere modificati in bit.ly/qualcosa_di_comprensibile.

[Continua…]

Nina e JustKnock: il potere delle idee

L’estate scorsa ho letto la storia di Nina Mufleh, una giovane marketer con un obiettivo: lavorare per Airbnb.

Prova con email e job application, ma come spesso accade, viene ignorata.

Capisce allora che curriculum e lettera motivazionale non le bastano per farsi notare rispetto agli altri candidati e decide di tentare un approccio alternativo: crea un minisito in cui analizza il mercato turistico mondiale e propone una strategia per l’azienda, dimostrando concretamente le sue capacità!

nina4airbnb.com è il minisito creato da nina mufleh

nina4airbnb.com

Ok, non è forse l’esempio perfetto: Nina alla fine non è stata assunta!

Ma è diventata un caso virale, stimolando l’interesse di altre grandi aziende e ispirando molte persone con il suo stesso obiettivo, tanto da spingerla a creare una guida per imitarla. E dimostra soprattutto un trend molto attuale: online hai l’opportunità di dimostrare quello che sai passando così dalle parole (CV + lettera di motivazionale) a ciò che conta veramente: i fatti.

Oltre l’accoppiata curriculum e lettera motivazionale

Avete anche voi, come Nina, un brand che amate e per cui vorreste lavorare, ma avete paura che l’accoppiata curriculum + lettera motivazionale non bastino a rendervi giustizia facendovi perdere un’occasione? Allora potreste provare JustKnock, una piattaforma che vi permette di dimostrare concretamente il vostro talento, senza dover diventare un caso virale.

Come? Proponendo idee sotto forma di presentazione ai manager che loro volta, vi forniranno una valutazione e un eventuale contatto per un colloquio o un compenso.

il funzionamento di JustKnock in cinque step

Caricare una idea su JustKnock richiede pochi passaggi

Certo non è un’applicazione da tutti i giorni! Se infatti può essere un canale preferenziale per essere valutati non solo sul proprio Curriculum, bisogna mettere in conto che ideare, sviluppare e presentare un progetto è un impegno in termini di tempo ed energia e occorre valutare quando può essere un investimento, considerando che l’assunzione non è assicurata.

Chi tutela la mia idea?

E nel caso in cui non ricevessi nulla in cambio… chi tutela la mia idea? Se da una parte convince la buona fede del team, le aziende lo saranno altrettanto? Diciamolo chiaramente: “rubare” un’idea e cambiarne dei dettagli o delle funzionalità spacciandola per propria, non è poi così difficile, specialmente in un Paese in cui il lavoro creativo non è sempre riconosciuto.

A questo punto mi chiedo: può essere che JustKnock stia semplicemente anticipando le richieste che le aziende faranno in futuro ai candidati, cioè di dimostrare concretamente le proprie competenze per ottenere un lavoro? In futuro, le aziende potrebbero non richiedere più l’invio del CV, ma proporre ai candidati lo svolgimento di mini-progetti per valutarne concretamente le competenze? O più semplicemente curriculum e lettera motivazionale si evolveranno, rimanendo comunque gli strumenti più utilizzati?

Curiosi sugli sviluppi? Io sì! Credo proprio che li seguirò sulla loro pagina Facebook

Switch: il Tinder del lavoro

Switch: mobile job search app

Spesso utilizziamo i Social nel modo scorretto: ognuno di loro ha un proprio scopo. Se li utilizziamo per divertimento non ci sono particolari conseguenze, ma diventa grave quando siamo nell’ambito della ricerca del lavoro: c’è chi confonde LinkedIn con Twitter o addirittura con un sito di appuntamenti! Probabilmente conoscerete la storia del’avvocato inglese Alexander Carter-Silk, 57 anni, che ha commentato su LinkedIn la foto della collega Charlotte Proudman, 27 anni, scrivendo «Charlotte, non sarà politicamente corretto dirlo, ma la foto del suo profilo è favolosa. Mai vista un’altra così. A mani basse vincerebbe il primo premio».

E se l’App che utilizziamo per cercare lavoro prendesse spunto dalla più famosa App di appuntamenti, copiandone il meccanismo, non sarebbe ancora più rischioso?

Tinder ci ha insegnato che la persona giusta può essere a uno swipe di distanza. Dunque perché non trasferire un format così ben funzionante per cercare il giusto posto di lavoro?

Questo deve aver pensato nel 2014 Yarden Tadmor, quando ha fondato Switch, l’app conosciuta appunto come “Tinder del lavoro”, di cui è CEO e fondatore.

Se tu abitassi negli U.S.A. e fossi alla ricerca di un lavoro ti basterebbe compilare un breve profilo, scorrere le offerte di lavoro e fare swipe verso destra o sinistra per candidarti a quelle che ti interessano o ignorare quelle che non fanno al caso tuo. Nel frattempo, i selezionatori farebbero la stessa cosa con il tuo profilo e quello degli altri candidati. In pochi minuti potresti trovarti in una chat informale con i selezionatori di Accenture, Facebook, Dropbox, eBay e Amazon. E qui devi giocare tutte le tue carte!

Tra l’altro Switch ti aiuta a risparmiare tempo nella ricerca perché, confrontando il tuo profilo con le varie job description, ti segnala solo le offerte che potrebbero interessarti. La stessa cosa vale se sei un selezionatore: ti vengono proposti solo i candidati con i requisiti adatti a ricoprire quel ruolo.

L’App potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui si ricerca lavoro, costringendo i candidati a rivedere le proprie strategie e a trovare soluzioni originali per stimolare l’interesse e catturare l’attenzione dei selezionatori, raccontandosi solo con brevi frasi e puntando tutto su poche parole chiave, come sta accadendo con #twesume, ovvero la diffusione tramite Twitter del proprio Curriculum Vitae – o profilo LinkedIn – compresso in soli 132 caratteri!