Rebrandly: fare Personal Branding con i propri link

I link sono diventati a tutti gli effetti una delle principali valute del mondo online.

A differenza dei beni materiali dove la rarità ne aumenta il valore, online più una pagina è diffusa e condivisa e maggiore è la sua importanza. Anche per questo motivo la pratica di utilizzare i propri spazi social per rilanciare contenuti è diventata in pochi mesi, una consuetudine per gran parte delle persone attive online.

Dalle bufale online alle notizie del giorno, dagli articoli per cui indignarsi alle pagine che suscitano emozioni più semplici, milioni di persone ogni giorno condividono link, utilizzando gli ormai onnipresenti tasti di share o copia/incollando l’url, l’indirizzo della pagina.

Rebrandly

Nel tempo sono così nati servizi, come Bit.ly ad esempio, che facilitano l’attività di pubblicazione di un indirizzo web.

Come scriveva Luigi qualche tempo fa su questo blog:

Se il tuo nome e cognome, al più lo pseudonimo, sono il tuo marchio, la prima cosa da fare è non perdere mai una buona occasione per farlo girare!

Uno dei servizi migliori per accorciare i link (detti anche URL shortener) è bit.ly che offre moltissimi vantaggi, tra cui un ottimo sistema di reportistica dei click. I link che vengono inseriti su quel servizio sono nel formato bit.ly/qualcosa, ma possono essere modificati in bit.ly/qualcosa_di_comprensibile.

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Spam sulla bacheca di Facebook e Personal Branding

Sai quelle simpatiche persone che ti chiedono l’amicizia e poi ti lasciano quei deliziosi messaggi pubblicitari in bacheca?
Magari 10 minuti dopo che hai incautamente accettato la loro amicizia?
Qualche tempo fa ho ricevuto l’ennesimo messaggio che cercava di arruolarmi in uno dei soliti programmi multilevel che promettono mari e monti.
Un tempo reagivo maluccio, lo confesso.
Poi sono guarito e stavolta ho pensato: proviamo a spiegargli cosa pensiamo veramente…

Per farlo ho approfittato del vecchio adagio della comunicazione

Il significato della TUA comunicazione è la risposta che ottieni

e della mia meravigliosa rete di amici su Facebook.
Ecco il risultato, che ho prontamente segnalato allo SPAMMER:
La vera opinione che la gente si fa di coloro che mandano spam su cose tipo fare soldi online, lavorare da casa, diventare ricco

La saggezza della folla

L’aspetto divertente è come gli amici di Facebook si siano sbizzarriti a fornire le loro personali risposte, alcune diventate anche trend.
Infatti quelle in MAIUSCOLO sono le mie proposte originali, mentre le altre sono state aggiunte liberamente da loro.
Insomma: caro e ingenuo spammer, vuoi diventare padrone della tua vita?
Diventa competente, magari anche rilevante e infine ricordati della storia del gatto e la volpe!

Chiedere prima di dare

Fondamentale per il nostro Personal Brand è lo spazio che conquistiamo nella mente del nostro pubblico.
Occorre guadagnarsi il diritto di essere ascoltati e di poter chiedere qualcosa.
La prima impressione è determinante: allora perché giocarsela chiedendo senza dare?
Il multilevel fatto in quel modo fa danni enormi al proprio Brand.
Questi personaggi infatti usano spesso nomi e cognomi veri e bruciano la propria reputazione prima sulla rete di contatti diretti e poi su quella allargata: il bene più prezioso di un buon networker.

Sul Web tu non sei tu, sei ciò che dice Google!

Ormai sono mesi che giro con questo motto, credo che tutte le ultime presentazioni contengano la slide con Bart che scrive la lezione del giorno. Ho pensato quindi di lasciare che una volta tanto sia io a lasciare la parola a Google per presentarmi.

Ne è venuta fuori una sintesi particolare. Di fatto anche Google ha molti margini di miglioramente. O forse dovrei curare meglio il mio Google CV?

La coda lunga delle celebrità

“Oggi un artista non ha più bisogno di un milione di fan. Ne bastano mille per guadagnare, divertirsi e diventare una microcelebrità” scriveva Kevin Kelly nel Marzo 2008.

E ancora nell’ottima traduzione di Internazionale

La teoria della coda lunga funziona perfettamente per due gruppi: pochi fortunati aggregatori come Amazon e Netflix, e sei miliardi di consumatori. Tra i due, credo che i più fortunati siano i consumatori.

Per gli artisti, invece, la coda lunga è una fortuna solo a metà: non solo non fa aumentare molto le vendite, ma aggiunge una concorrenza spietata e fa abbassare i prezzi. A meno che gli artisti non diventino a loro volta aggregatori del lavoro dei loro colleghi, non hanno molte alternative alla palude tranquilla delle microvendite. Cosa possono fare quindi, oltre a sperare di avere successo?

Una soluzione è trovare mille ammiratori sfegatati. Un pittore, un musicista, un fotografo, un artigiano, un attore o uno scrittore ha bisogno solo di un piccolo gruppo di fan autentici per guadagnarsi da vivere. Un fan autentico è qualcuno che ha letto tutti i vostri libri, fa trecento chilometri in macchina per sentirvi cantare dal vivo e compra l’ultimo cofanetto deluxe del vostro film anche se ha già la versione precedente.

Cerca su eBay l’edizione fuori catalogo dei vostri romanzi, viene a tutte le presentazioni e v’insegue per chiedervi l’autografo. Compra tutto quello che vi riguarda e non vede l’ora che esca il vostro prossimo lavoro. È un ammiratore appassionato, e per uscire dalla linea piatta della coda lunga bisogna stabilire un contatto diretto con lui.

Un fan al giorno per tre anni
Immaginiamo che ognuno dei vostri fan spenda ogni anno cento dollari per comprare le vostre creazioni (è una media, perché gli ammiratori più affezionati spendono molto di più).

Moltiplicato per mille fa centomila dollari all’anno che, al netto delle spese, è un reddito niente male. Mille non è un numero irraggiungibile: aggiungendo un fan al giorno ci vogliono tre anni. Inoltre lavorare per chi vi ammira sul serio dà una grande soddisfazione e vi permette di concentrarvi sulle vostre qualità migliori.

La cosa importante, però, è fare in modo che queste persone possano sostenervi direttamente: potrebbero venire a sentirvi suonare a casa vostra, ordinare le vostre stampe su Pictopia o comprare un dvd direttamente dal vostro sito. L’ideale sarebbe riuscire a trattenere l’intero importo del loro contributo: oggi è possibile grazie alla tecnologia.”

kevinkellyE così capita sempre più spesso di incontrare e conoscere micro-celebrità, personaggi che si distinguono in un campo di nicchia, super specializzato, ma che sono dei punti di riferimento per gli appassionati del settore. Ragazzini che sono dei campioni negli sparatutto online, blogger che rappresentano un punto di vista diffuso in Rete (una volta qualcuno le chiamava blogstar), attori che attraverso YouTube riescono ad attirare molta più attenzione di quanta una persona normale riesce nell’arco di una vita.

1000 fan dopotutto non sono un numero irraggiungibile.. 🙂