Rebrandly: fare Personal Branding con i propri link

I link sono diventati a tutti gli effetti una delle principali valute del mondo online.

A differenza dei beni materiali dove la rarità ne aumenta il valore, online più una pagina è diffusa e condivisa e maggiore è la sua importanza. Anche per questo motivo la pratica di utilizzare i propri spazi social per rilanciare contenuti è diventata in pochi mesi, una consuetudine per gran parte delle persone attive online.

Dalle bufale online alle notizie del giorno, dagli articoli per cui indignarsi alle pagine che suscitano emozioni più semplici, milioni di persone ogni giorno condividono link, utilizzando gli ormai onnipresenti tasti di share o copia/incollando l’url, l’indirizzo della pagina.

Rebrandly

Nel tempo sono così nati servizi, come Bit.ly ad esempio, che facilitano l’attività di pubblicazione di un indirizzo web.

Come scriveva Luigi qualche tempo fa su questo blog:

Se il tuo nome e cognome, al più lo pseudonimo, sono il tuo marchio, la prima cosa da fare è non perdere mai una buona occasione per farlo girare!

Uno dei servizi migliori per accorciare i link (detti anche URL shortener) è bit.ly che offre moltissimi vantaggi, tra cui un ottimo sistema di reportistica dei click. I link che vengono inseriti su quel servizio sono nel formato bit.ly/qualcosa, ma possono essere modificati in bit.ly/qualcosa_di_comprensibile.

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Wolfram Alpha: personal analytics per Facebook

Stephen Wolfram ha ideato un interessante report per analizzare i dati del proprio profilo personale su Facebook: Wolfram|Alpha Personal Analytics for Facebook

È un servizio gratuito che Wolfram, fisico di origine britannica, ha creato per applicare ai dati personali che rilasciamo a Facebook le stesse tecniche del suo “motore di conoscenza computazionale” Wolfram Alpha – nato per “rendere la conoscenza misurabile”.

In realtà il servizio è attivo da qualche mese ma ho pensato di darci un’occhiata in quanto sono sempre stato molto interessato al tema delle Personal Analytics (vedere sotto).

Come funziona

Ottenere una visualizzazione dei tuoi dati è piuttosto semplice: basta cliccare per connetterti via Facebook e poi registrare il tuo account Wolfram|Alpha.

Walfram Alpha - connection

Dopo averti avvisato del tipo di elementi a cui sta per accedere (come al solito qui stai vendendo l’anima al diavolo), nel giro di circa un minuto il software genera il report personalizzato dei tuoi dati, a cominciare dalle informazioni personali di base, per poi proseguire con un dettagliato studio delle tue relazioni e del tuo comportamento sul sito.

Contenuti

Il servizio ti dà una panoramica a tutto tondo delle tue attività su Facebook, mostrandoti i tipi di messaggio che posti (se sono semplici status o se contengono link, fotografie o video) e in che giorno della settimana e a che ora pubblichi con più frequenza. È anche possibile entrare maggiormente nel dettaglio semplicemente passando il mouse sopra il dato che ti interessa.

Io, per esempio, adesso so che pubblico principalmente post che contengono link e soprattutto alle tre del venerdì pomeriggio… ops, burnout time?

Walfram Alpha post

Dato che si tratta di un’analisi computazionale, [Continua…]

Ti piace il mio STATUS?

No, non piace a nessuno!
Questo discutibile (mi riferisco al rosso sui capelli) personaggio si guadagna fama e follower…
Come? Ironizzando sul timoroso desiderio di conferma sociale che tutti riponiamo nella condivisione di un nuovo status su Facebook!

Si chiama Miles Jai e da diversi mesi è entrato in sordina in classifica su YouTube: più di un milione di visualizzazioni e 26.000 Like!

Un esempio di Online Personal Brand?
Forse lo è di più lo scopritore di video virali Ray William Johnson, che oggi lo ha segnalato a Mashabe e che nel tempo si è guadagnato più di 600.000 follower su Twitter!

NB: grazie a Vittorio di Stefano per la segnalazione!

Facebook TimeLine, OpenGraph e Personal Branding

Update: Le istruzioni per accedere al nuovo profilo timeLine.

Durante la conferenza di questa notte, Facebook ha introdotto importanti novità quali la TimeLine, l’OpenGraph e le Social Apps.
Le modalità non sono ancora tutte chiarissime (soprattutto a quest’ora), ma quello che sembra evidente è che la Timeline è una sorta di autobiografia visuale, dove, in maniera grafica e in ordine cronologico inverso, un utente può mettere i fatti salienti che lo descrivono, che rendono davvero l’idea di chi è veramente.
È una pagina che rappresenta l’utente e tutto quello che ha fatto nella sua vita e che si candida ad essere un ottimo strumento di Personal Branding.

Mi chiedo chi proverà per primo ad usarla in maniera creativa per qualche tentativo di Personal Guerrilla Marketing!
Fast Company parla già di Pagina personale Wikipedia.
Facebook Timeline, Cover e Personal Branding

Serendipity

Ma questa sorta di CV è solo la punta dell’iceberg.
Uno degli elementi chiave del Personal Branding è quello di condividere la competenza, facendo scoprire al nostro pubblico cose nuove e utili, offrendo informazioni rilevanti, spesso inaspettate.

Social Apps

Le nuove tecnologie di Facebook, con le nuove Social Apps (con le categorie Media & LifeStyle, ci sono giù una marea di partner, Spotify su tutti) disegnate appositamente per sfruttarle, danno la possibilità di condividere delle azioni più complesse rispetto ai semplici contenuti. Il “piacere” infatti si arricchisce con altri verbi, quali ascoltare, vedere, fotografare, correre, etc.
È come se Facebook ci dicesse: “Vivi la tua esperienza online e offline e condivi più che puoi. Ci pensiamo noi a fornire le informazioni rilevanti ai tuoi amici”.
Le Apps, inoltre, possono aggiungere anche i dati pregressi al nostro arrivo su Facebook.
Dici di essere sempre stato un geek e uno sportivo?
Vediamo cosa dicono di te in timeline i vecchi dati di mapmyfitness!

Privacy

Già Facebook ha messo le mani avanti indicando come le Apps saranno dichiaratamente Social e integrate con le nuove funzionalità; quindi, se uno le usa, sa cosa si aspetta.
Sono sicuro che nasceranno comunque moltissimi e legittimi dibattiti!
(Con uno come Mark Zuck che dice da tempo che la “privacy è morta“…)
In ogni caso, nel contesto Social, Privacy e Serendipity mi sa che vanno poco d’accordo!