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	<title>PersonalBranding.it &#187; personal brand design</title>
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	<description>Sei bravo solo se lo dice Google</description>
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		<title>Guest Post: Personal Brand Identity secondo Doctor Brand</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 07:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Centenaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Microcelebrity]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Per lavoro (Banca Monte dei Paschi di Siena + Master in Comunicazione d’Impresa) e per passione (Blog Doctor Brand) si occupa di Marketing, comunicazione, Branding e Social Media.</p>
La Personal Brand Identity
<p>Prima di iniziare saluto i lettori di “Personalbranding.it” ed ringrazio Luigi e Tommaso per l’ospitalità: non potevo non accettare il loro invito a scrivere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://www.personalbranding.it/wp-includes/images/jacopo_pasquini.jpg" alt="Jacopo Pasquini aka Doctor Brand" width="140" height="134" align="left" />Per lavoro (Banca Monte dei Paschi di Siena + Master in Comunicazione d’Impresa) e per passione (Blog Doctor Brand) si occupa di Marketing, comunicazione, Branding e Social Media.</p>
<h4>La Personal Brand Identity</h4>
<p>Prima di iniziare saluto i lettori di “Personalbranding.it” ed ringrazio <a href="http://www.centenaro.it/" target="_blank">Luigi</a> e <a href="http://www.tommasosorchiotti.com/" target="_blank">Tommaso</a> per l’ospitalità: non potevo non accettare il loro invito a scrivere un guest post sulla Personal Brand Identity, l&#8217;insieme degli strumenti e dei modi con cui è possibile definire la propria identità di Brand.</p>
<p>Marketing e comunicazione cambiano continuamente e molto velocemente, soprattutto nel mondo digitale. E’ sorprendente tuttavia notare che i progetti di Brand Management vincenti iniziano sempre con la definizione di una dettagliata identità di marca; in altre parole è indispensabile chiedersi da subito &#8211; in fase di pianificazione &#8211; “<strong>chi siamo</strong>” e “<strong>chi siamo nei confronti degli altri</strong>”.</p>
<p>Per questo motivo, di recente, ho tentato un <a href="http://www.doctorbrand.it/2009/11/brand-identity-20.html">esperimento di co-creazione online</a> di un nuovo “Modello di Brand Identity 2.0” con l’obiettivo di inquadrare una schematizzazione plausibile e attuale.</p>
<p>L’output del Laboratorio di Branding 2.0 è stato questo:<br />
<img class="aligncenter" title="http://www.flickr.com/photos/doctorbrand/4124327241/" src="http://farm3.static.flickr.com/2769/4124327241_4c6c54905b_o.png" alt="" width="412" height="308" /><br />
Ebbene, cosa si può applicare al Personal Branding? Quali dimensioni possiamo approfondire per <strong>gestire la propria identità virtuale</strong>? Vediamolo insieme. <span id="more-375"></span></p>
<p>Innanzitutto ognuno di noi afferma, volente o nolente, una <strong>presenza online</strong> attraverso caratteristiche tangibili e intangibili. Gli attributi tangibili principali che impattano nel brand sono la scelta dei colori, la personalizzazione dei profili social, la comunicazione visiva e spazio web. Ad esempio guardate <a href="http://zeroventidue.altervista.org/blog/?p=64">come dei semplici biglietti da visita si traducono in artefatti pertinenti e creativi</a>; oppure basta fare un giro sui Social Network per trovare sfondi di Twitter e Friendfeed customizzati e ricorrenti.</p>
<p>Per quanto riguarda invece il <strong>Brand color</strong> si aprirebbe un intero capitolo dedicato alla correlazione tra pantone e significato (più o meno latente); partite da <a title="William Arruda sui colori del Personal Branding" href="http://www.youtube.com/watch?v=XDohoPavchc">un video di approfondimento</a>, per proseguire poi nei meandri dell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine_coordinata">immagine coordinata</a>.</p>
<p>Last but not least, dobbiamo curare i dettagli del nostro spazio Web (sito o Blog che sia): il graphic design qualitativo e rilevante influisce positivamente sulla percezione di professionalità e ci aiuta ad evitare fughe dal sito. Passando alle caratteristiche intangibili di se stessi come marca, troviamo soprattutto lo stile ed registro linguistico, gli attributi percettivi e le dinamiche relazionali. Ladership, carisma e forza comunicativa distintiva costituiscono gli elementi di rinforzo al brand di un opinion maker.</p>
<h4>Coerenza</h4>
<p>Volete un consiglio in tre parole per gestire al meglio tangibilità e intangibilità? Coerenza, coerenza, coerenza.</p>
<p>La presenza presuppone una relazione: strumenti come i Social Media rappresentano le migliori piattaforme per creare una rete di contatti. Purtroppo dobbiamo confrontarci spesso con spam, rumore di fondo e sovra-esposizione informativa; un piano di self-PR serve per dialogare, per filtrare le fonti di riferimento e per raggruppare il più possibile il nostro pubblico di riferimento.</p>
<p>Tutto questo avviene ovviamente dopo aver definito chi siamo e dove siamo posizionati. Ma passiamo a come ci vedono gli altri. Promuovere l’immagine di se stessi significa lavorare a breve termine sulla percezione (reale e desiderata) che le persone hanno di noi. Ma non basta: serve una reputazione positiva e basata nelle scelte di lungo periodo. Questa componente è fondamentale per avere successo, fiducia e stima; la difficoltà consiste nel coltivare la brand reputation giorno dopo giorno, post dopo post.</p>
<p>La reputazione passa anche dall’<strong>esperienza</strong> che facciamo provare a chi entra in contatto con noi: coinvolgimento ed engagement producono conversazioni da e sul nostro self-brand in grado di stimolare senso di appartenenza e community. Che mezzi possiamo utilizzare per raggiungere questi obiettivi? Tutto ciò che è non-convenzionale, come ad esempio il “personal tribal marketing”.<br />
Possiamo sbizzarrirci infatti a costruire <strong>universi culturali</strong> di riferimento su noi stessi, portando avanti la community ed il network di sostenitori e collaboratori. In altre parole dobbiamo sviluppare valori profondi su cui basare la nostra identità ed i possibili scenari di comportamento (leggasi di consumo) nelle varie dimensioni comunicative.</p>
<p>L’ultimo aspetto, ma non il meno importante, è la <strong>personalità</strong> e cioè le espressioni che produciamo e i comportamenti che mettiamo in pratica. Online siamo la somma di elementi denotativi e connotativi: tutto parla di noi, dagli artefatti agli atteggiamenti, dai giudizi al ruolo che assumiamo.</p>
<p><a href="http://www.doctorbrand.it">Jacopo Pasquini aka Doctor Brand</a></p>
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