Rebrandly: fare Personal Branding con i propri link

I link sono diventati a tutti gli effetti una delle principali valute del mondo online.

A differenza dei beni materiali dove la rarità ne aumenta il valore, online più una pagina è diffusa e condivisa e maggiore è la sua importanza. Anche per questo motivo la pratica di utilizzare i propri spazi social per rilanciare contenuti è diventata in pochi mesi, una consuetudine per gran parte delle persone attive online.

Dalle bufale online alle notizie del giorno, dagli articoli per cui indignarsi alle pagine che suscitano emozioni più semplici, milioni di persone ogni giorno condividono link, utilizzando gli ormai onnipresenti tasti di share o copia/incollando l’url, l’indirizzo della pagina.

Rebrandly

Nel tempo sono così nati servizi, come Bit.ly ad esempio, che facilitano l’attività di pubblicazione di un indirizzo web.

Come scriveva Luigi qualche tempo fa su questo blog:

Se il tuo nome e cognome, al più lo pseudonimo, sono il tuo marchio, la prima cosa da fare è non perdere mai una buona occasione per farlo girare!

Uno dei servizi migliori per accorciare i link (detti anche URL shortener) è bit.ly che offre moltissimi vantaggi, tra cui un ottimo sistema di reportistica dei click. I link che vengono inseriti su quel servizio sono nel formato bit.ly/qualcosa, ma possono essere modificati in bit.ly/qualcosa_di_comprensibile.

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Spotify assume, a modo suo!

Spotify ha creato una playlist davvero sensazionale ed al momento conta solo 158 follower.
“Wow che novità, Spotify crea sempre playlist!” mi potreste dire. Questa volta, però, è diverso.


La playlist si chiama “Join Spotify” ed ogni traccia presente all’interno è parte della seguente frase:

Hello! Are you looking for how to fly or maybe get a job look no further. We want awesome people like you working for us. Apply today, before it’s too late. Finally wanted to say: you’re beautiful

Eh si, avete capito bene, Spotify assume e lo fa a modo suo, attraverso una semplice playlist! [Continua…]

TOP SECRET: Leggi solo se sei Mark!

C’erano una volta all’Underground Ad School di Buenos Aires, 19 studenti provenienti da Cile, Ecuador, Spagna, Brasile, Colombia e Argentina, uniti da un’unica missione: CONTATTARE MARK ZUCKERBERG…

Attraverso le piattaforme digitali, come ormai è noto, è possibile raggiungere chiunque nel mondo, che poi Guzzanti direbbe “Aborigeno ma io e te che cazzo se dovemo dì?

Ma se il vostro obiettivo fosse quello di utilizzare Facebook per farvi notare dal Creatore, allora dovreste creare qualcosa di sorprendente, sensazionale e in grado di scatenare il “Fattore WOW” anche nella testa di Mr FB.

Ecco alcuni punti per cercare di realizzare il “Fattore WOW”

  • Seleziona un target
  • Studia il suo ambiente
  • Analizza il target nel dettaglio
  • Cerca di irrompere nei suoi comportamenti abituali
  • Stupiscilo!

Iniziarono quindi a scavare a fondo, una vera e propria indagine per ottenere più informazioni sul loro target: Mark.

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Assumi Adam: è un creativo e si vede

Employ Adam è la campagna di Personal Guerrilla Marketing che apre il 2013.
Adam si è laureato in Media Production, ma a causa della recessione non trova lavoro e finisce con lo svuotare le monetine in una sala giochi.
Dopo aver speso 6 ore al giorno a mandare più di 250 CV, decide di sfruttare le sue competenze e spendere le ultime 500 sterline per un cartellone pubblicitario a Londra (dove c’è lavoro):
Employ Adam: personal guerrilla marketing

Sito e video CV

Adam, oltre alla campagna, ha sviluppato un sito personale coordinato che mette subito in mostra un ottimo Video CV:

La reazione dei social

Dopo una partenza a rilento, il suo account twitter guadagna più di 10.000 follower.
Deve addirittura fare un upgrade del suo profilo di hosting per supportare tutto il traffico in entrata sul suo sito: [Continua…]

Intervista a Stefania Nascimbeni aka Gaia Altieri Rotondi

Stefania Nascimbeni è una giovane giornalista e consulente di comunicazione milanese. La proponiamo perché ci è piaciuto il modo non convenzionale con cui ha deciso di promuovere il suo Personal Brand.
Stefania infatti dopo aver cercato per mesi un editore per il suo romanzo “Altre Cento Me”, decide di iscrivere su Facebook il profilo della protagonista del libro: Gaia Altieri Rotondi. Il successo è immediato: quasi 3.500 amici in pochissimi mesi fino agli oltre 15.000 attuali. Gaia è invitata alle feste, alle sfilate e programmi televisivi e le sono stati dedicati articoli importanti su testate nazionali, come Gente e Glamour. Stefania intanto riceve proposte di lavoro, due Blog sui portali di Condé Nast e dopo aver partecipato a Protagoniste su Sky, assieme con Alessandro Ferrari, autore di “Facebook domani smetto”, trova addirittura un agente editoriale!
Questa breve intervista che proponiamo ripropone anche conversazioni avute con lei su vari Social Media.

L’intervista

Domanda 1:
Stefania, la tua azione è una esempio molto efficace di quello che noi chiamiamo Personal Guerrilla Marketing, il marketing non convenzionale di se stessi. Noi riteniamo che questo funzioni alla lunga solo se dietro ci sono dei veri contenuti. Sei d’accordo con questa visione?
Risposta:
Grazie Luigi. D’accordo ovviamente, i contenuti sono fondamentali se no il prodotto rischia di fare acqua. Nel mio caso avevo un prodotto valido (altrimenti non mi sarei esposta così), il mio romanzo, che narra le storia di Gaia, un’eroina dei tempi moderni e campione perfetto della nostra generazione in piena crisi.

Domanda 2:
Ci racconti cosa ti ha spinto a tentare quella strada?
Risposta:
In quanto esordiente nell’ambiente letterario avevo bisogno di crearmi quella opportunità per essere semplicemente ascoltata dalla case editrici e non far finire il mio dattiloscritto cestinato come la maggior parte. Ebbene, mettere Gaia su Facebook creando il malinteso iniziale ‘esiste o non esiste’ (non ho detto subito che era il personaggio di un libro, anzi manoscritto non ancora pubblicato e già richiestissimo) ha incuriosito, attirando nel suo network perfino politici, cantanti, personaggi dello spettacolo e colleghi giornalisti. Da lì infatti è nato il fenomeno mediatico e ne sono uscite decine di rassegne su stampa e tv nazionali.
In breve ho raggiunto l’obiettivo con 15.000 utenti nel Web: prendere contatto diretto coi resp. editoriali e ho trovato un agente letterario fantastico, serio, che mi ha già proposto nuovi progetti.

Domanda 3:
Consiglieresti questa strategia ad altri autori debuttanti?
Risposta:
Vi posso dire una cosa citando L’Arte della Guerra: la stessa strategia vincente non può essere applicata una seconda volta, il Marketing del proprio Personal Brand va rielaborato di continuo e credo sia necessario avere quel fiuto, quello sguardo lungimirante, che ti porti sempre a guardare oltre, anticipando il bisogni e le tendenze del mercato.

Domanda 4:
Eccellente consiglio! Raccontaci cosa stai facendo ora?
Risposta:
Sto frequentando il corso di scrittura dello scrittore Raul Montanari, a Milano, perchè credo sia importante imparare sempre e mettersi nella condizione di ridiscutersi attraverso il confronto, specialmente con chi ne sa di più; e vi posso dire che la cosa più importante che ho capito in questi mesi è proprio quanto valga la pena LEGGERE, più che scrivere (questo per tutto, però, nella vita).
Bisognerebbe avere attenzione per ‘ambienti ‘ differenti, passando dalla letteratura alla filosofia fino a Novella Duemila, perchè è dal mondo che abbiamo intorno che nascono le idee più brillanti!

Domanda 5:
Come vivi il rapporto tra Stefania e il tuo alter ego Gaia?
Qualche difficoltà nel gestire le due identità?
Risposta:
Gaia mi è molto cara, ovviamente. Caratterialmente, ma anche fisicamente, sono io. Le sue storie non sono le mie, però. O meglio, sono le storie di qualunque trentenne di questo strano millennio che non ha più valori né idee, ma solo il bisogno di omologarsi a dei prodotti finiti e pronti per essere scaldati a microonde. Ecco, già c’è una differenza fra noi, Gaia vive di Salti in Padella, mentre io amo cucinare: mi piace ancora scaldare il risotto con la pentola per il brodo a parte. Ci si impiega dai 18 ai 20 minuti, più matecazione!
Ma Gaia è la mia eroina, in fondo è riuscita a fare cose o a ribaltare situazioni che io non avrei mai avuto nemmeno il coraggio di guardare nella mia vita. Quando scrivi una storia che in un certo senso parla anche di te finisci per voler bene al personaggio. E quindi, se lei è amata, mi ci sento anch’io.
Per carità, non sono mica una scrittrice vera io (anche se spero di diventarlo un giorno!), e non ho la presunzione di insegnare niente a nessuno. Posso solo raccontarvi come ho vissuto questa esperienza: quando si è cominciato a parlare mediaticamente di ‘Gaia’, io sono praticamente sparita, il che vuol dire che la strategia ha funzionato. Certo, a volte è stato svilente. Sai, ancora adesso se pubblico una scemenza nella pagina di Gaia su Fb tutti ‘Oh, brava, bis’, se scrivo io nella mia pagina (dove i contatti sono molto più selezionati) qualcosa di serio… mi si filano in cinque o sei (che sono più che altro fan di Gaia!) Volevano lei a sfilate, programmi tv, interviste, e beh alla fine spuntavo io. Quindi è stata una doppia sorpresa per tutti. Ma è il gioco delle parti, come quando l’attore interpreta sempre lo stesso ruolo e alla fine la gente lo chiama per strada con quel nome, anzi che con quello vero!

Domanda 6:
Come si evolverà il personaggio di Gaia?
Risposta:
Perché, si deve evolvere per forza? Nella vita reale ci sono ‘personaggi’ che non cambiano mai. Pur mutando di continuo.
Il che sembrerebbe una contraddizione, ma è la legge universale dell’esistenza umana: appena hai capito come funziona, arriva qualcuno a rimescolare le carte della partita.
Gaia, leggerete il romanzo prima o poi, si è già evoluta tantissimo. Anche se nel finale resta qualcosa di aperto… come per dire ‘Avrà mica fatto tutta questa fatica per niente!” (la fatica è entrare in analisi con una psicoterapeuta transessuale che le fa fare delle cose assurde ogni mese per portarla fuori dal cliché di sempre perfetta per gli altri, finisce persino come senzatetto!)
Preferisco dire, quindi, che Gaia si è ritrovata, a un certo punto, finendo non solo per accettare ma addirittra per amare quelle sue piccole follie del tutto caratterizzate. In fondo, anche lei è unica, proprio come tutti!

Domanda 7:
Ma quando potremo comprare il tuo primo romanzo in una libreria?
Risposta:
Per rispondere a questa domanda dovrei consultare prima la palla di cristallo. Purtroppo nel mondo editoriale, se sei nuovo, devi rassegnarti davanti alle molte difficoltà prima di poter godere nel vedere la tua copertina su qualche scaffale in libreria ( e io mi accontenterei anche della Standa, credimi)… Il punto è che non è come entrare dal parrucchiere e uscirne con un nuovo taglio di capelli. Devi aspettare, proporre cose nuove, incappare nell’occasione giusta al momento giusto! Ci sono i diversi generi, i mesi adibiti alle uscite ufficiali, i numeri fissi e fissati di stagione in stagione. Ora sto lavorando su due bei progetti, uno è sempre un romanzo, l’altro diciamo un totem milanese. Non dico altro, ma presto mi leggerai da qualche parte! Spero di cuore che questo possa finalmente buttarmi nel mare dei ‘non più esordienti’, così da riuscire a proporre definitivamente ‘Altre Cento Me’ all’editore giusto. Sai, è un genere che qui in Italia non prende più di tanto, si chiama new romance, e magari mi toccherà aspettare qualche tempo prima che se ne possa riparlare. Anche se non è del tutto ‘pop’, come tema, anzi sono solo la chiave ironica e il linguaggio frizzante che lo rendono sopra le righe, in realtà c’è un sottotesto molto profondo e per certi versi disperato.