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    Come Obama e Romney si sono costruiti un Personal Brand

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    Luigi Centenaro
    Docente universitario (SDA Bocconi, MIP e St. Gallen), fondatore di BigName, gli specialisti dell’innovazione di persone e team in azienda. Primo Personal Branding Strategist italiano, orgoglioso autore e curatore per Hoepli e fondatore di PersonalBranding.it (2008).

    Interessantissimo articolo tradotto in italiano dall’originale su FastCompany: www.fastcompany.com/3002452/how-obama-and-romney-each-built-brand-you


    Il presidente Obama e il governatore Romney non sono semplicemente politici – sono anche maestri Jedi di personal branding. Ecco i 3 migliori insegnamenti dalle elezioni, che i leader possono usare nel modellare il proprio brand professionale.

    I politici tendono ad essere guru nel personal branding, soprattutto una volta raggiunto il livello presidenziale (o la speranza della presidenza). Durante le mie ricerche, ho trovato i politici tanto astuti nel personal branding quanto lo sono le celebrità di Hollywood. Guardate il processo di campagna elettorale come una serie di intensi “colloqui di lavoro”, da migliori della classe – il che è facile da fare durante i dibattiti televisivi e le infinite tappe della campagna pubblica- e troverete lezioni di personal branding che è possibile applicare nel mondo degli affari.
    OBAMA & ROMNEY

    Qui sono i miei 3 insegnamenti top di personal branding dalla corsa alle presidenziali del 2012:

    1. Abbi una chiara offerta di valore che ti differenzia dagli altri.

    Il personal branding non è solo definire quale sia la tua marca, si tratta di definire i vantaggi del tuo approccio e quanto sono diversi, anche migliori, degli altri. Nei dibattiti, Mitt Romney ha costruito la sua offerta di valore intorno ad un’agenda a favore della crescita e dei posti di lavoro per la classe media americana. E ha bollato il presidente Obama come un leader fallito con politiche che uccidevano il lavoro. Al contrario, il presidente Obama si è posizionato come il vero leader della classe media e ha marchiato Romney come il leader dell’uno percento.

    Insegnamento: Assicurati di poter brandizzare te stesso in una frase, il tuo elemento di differenziazione che cattura l’essenza della tua identità. Dovrebbe descrivere la tua proposta di valore – il valore che tu porti e che è diverso da quello che gli altri portano. Ad esempio, un innovativo dirigente vendite sui nuovi media ha descritto il suo marchio in questo modo (intraducibile): “I reimagine underperforming assets across the converging worlds of Hollywood, Silicon Valley, and Wall Street.”

    2. Renditi conto che stile e personalità contano tanto quanto la sostanza.

    La gradevolezza è importante per i politici come per i brand. Nel mondo del branding, il Q Score è una misura dell’apprezzamento di un marchio o di una celebrità, e un Q Score alto dà loro una ricompensa nei prezzi sul mercato. L’apprezzamento è importante anche per le persone, che tu stia facendo un colloquio di lavoro, o effettuando una chiamata di vendita, o interagendo in una riunione. Soprattutto, hai bisogno di proiettare energia, apertura e connessione, e il linguaggio del tuo corpo e le espressioni del tuo viso possono aiutarti a fare tutte e tre le cose.

    Nel primo dibattito, Obama è stato aspramente criticato per il suo stile poco energico e il contegno distaccato. Sembrava svogliato e non ha avuto molto contatto visivo con Romney o il pubblico televisivo. Obama non era chiaramente al top del suo gioco. In sostanza, non è sembrato così simpatico né è apparso presidenziale, e questo lo ha colpito in seguito nei sondaggi, fino a quando non è passato all’offensiva con lo stile energico e autorevole che aveva sempre caratterizzato il suo Brand. Allo stesso modo, all’inizio della campagna, Romney è stato perseguitato dall’immagine di essere un elitario, che ha reso difficile per molte persone apprezzarlo o anche relazionarsi con lui. Eppure lo stile autoritario ma coinvolgente di Romney nel primo dibattito ha completamente cambiato la percezione e lo ha fatto sembrare più simpatico e più presidenziale. E la sua immagine personale più simpatica lo ha spinto in avanti nei sondaggi.

    Insegnamento: che ti piaccia o no, lo stile conta quanto la sostanza, o anche di più, in particolare uno stile simpatico con cui le persone possono identificarsi. Renditi conto che sei sempre sul palco, che si tratti di un piccolo palcoscenico in un incontro uno a uno, o un grande palcoscenico di fronte ad un grande gruppo. Attori e artisti non solo fanno pratica con settimane di prove, fanno una prova mentale insieme ad altri esercizi preparatori prima di andare sul palco. L’obiettivo è quello di ottenere il giusto stato d’animo per “diventare un tutt’uno con il pubblico.” I grandi attori e presentatori coinvolgono i cuori e le menti del pubblico. Perciò, parla un linguaggio colloquiale. Non leggere il tuo discorso. Interiorizzalo. Parla personalmente, non formalmente. Se sei di fronte a un grande gruppo, seleziona diversi membri del pubblico nei quattro quadranti della stanza e guardali negli occhi. In questo modo, tutti penseranno che stai parlando direttamente a loro.

    3. Edita e “cura” direttamente il tuo messaggio.

    C’è così tanto rumore e dati, che è difficile dare un senso a tutto questo. Nota come i politici intelligenti non intontiscono il pubblico con una lunga lista di punti o di statistiche, ma inquadrano i loro argomenti in un piccolo gruppo di punti selezionati. Usano anche le storie, particolari storie personali per assicurarsi che il messaggio risuoni. (“La settimana scorsa ho incontrato un elettore a Philadelphia …”). Le storie sono colla, sono magneti di memoria. Naturalmente, nel raccontare la tua storia, devi assicurarti di esprimerla bene – o finirai con un fenomeno virale come quello che ha creato la storia di Romney sui “raccoglitori di donne”.

    Insegnamento: non intontire il pubblico con troppe statistiche: punto, punto, punto, numero, numero, numero, grafico a torta, grafico a torta, grafico a torta. Focalizzati sui punti e le statistiche importanti e, soprattutto, infarcisci il tuo discorso con storie rilevanti se vuoi che siano ricordate. Quando stai presentando opzioni in un campo o per sostenere un punto importante, tre è il numero giusto, non cinque o 10 o 20. Uno o due è troppo poco, ma quattro o più porteranno a confusione e mancanza di decisione. Ci sono i “I tre porcellini”, “Tre topolini ciechi”, e “I tre moschettieri”, e la lista potrebbe continuare all’infinito. Così, rendi le cose facili per il tuo pubblico e fermati a tre. Tre è spesso una buona struttura interna da utilizzare in un discorso per semplificare la logica intorno a un dibattito o un punto di vista. La Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti parla di “Vita, libertà e ricerca della felicità.” Il numero tre ha un senso di completezza che è potente e facile da ricordare per il tuo pubblico.

    Può darsi che tu non stia pianificando di candidarti a una carica tanto presto, ma i candidati politici e le campagne sono pieni di lezioni su come creare un efficace stile personale che ti aiuteranno ad avere più successo, non importa quello che fai.

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