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    Il modello di business personale: una mappa per gestire il cambiamento

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    Luigi Centenaro
    Docente universitario (SDA Bocconi, MIP e St. Gallen), fondatore di BigName, gli specialisti dell’innovazione di persone e team in azienda. Primo Personal Branding Strategist italiano, orgoglioso autore e curatore per Hoepli e fondatore di PersonalBranding.it (2008).

    Quando parliamo di carriera vogliamo probabilmente tutti la stessa cosa: trovare significato e soddisfazione nel nostro lavoro, come minimo al giusto compenso.
    Ma nelle circostanze attuali, dove il mercato è in continua trasformazione e lo sviluppo della propria carriera non segue più un percorso lineare, non sempre è facile stare dietro alla complessità del cambiamento.

    Come fare in effetti ad orientarsi sul proprio futuro o a ottimizzare la propria professione (e quindi anche la propria immagine e reputazione) quando, ad esempio:

    1. la continua evoluzione tecnologica e l’innovazione “senza permesso” cambiano le regole del gioco, aprendo il mercato delle professioni a candidati di settori adiacenti e rendendo obsolete alcune competenze chiave?
    2. Internet facilita enormemente l’accesso all’istruzione e all’informazione e rende tutto più vicino e accessibile, anche per i concorrenti interni ed esterni alla propria organizzazione?
    3. la globalizzazione ci mette a confronto con persone di altre nazioni o ci apre allo stesso tempo nuovi mercati?
    4. la longevità generale (grazie al cielo) aumenta, sia per motivi naturali (salute, alimentazione, etc.) che artificiali (di nuovo la tecnologia, soprattutto se esponenziale, come nel caso delle biotecnologie), ci “trattiene” (leggasi “anni, prima di andare in pensione”) al lavoro e “allunga” le carriere (pensione?)?

    Funzionano ancora in questo contesto piani di carriera, sviluppo professionale e coaching tradizionale?

    Business Plan e Business Model

    Facciamo un paralleismo “aziendale”. Per cercare di interpretare e prevedere il cambiamento e l’incertezza molte aziende si concentrano sul più tradizionale Business Plan, provando a prevedere quali risorse chiave, quanto tempo e quanti soldi servono per mettere in pratica la loro idea. Peccato che spesso, mentre investono tempo e soldi a compilarlo, il mercato subisce rapidi e profondi cambiamenti, rendendo impossibile l’applicazione di quanto descritto nel piano! In pratica, hanno speso gli ultimi mesi a scrivere, fare calcoli e condurre ricerche per un’idea che ormai è già vecchia.

    Ecco perché negli ultimi anni l’attenzione è andata sempre di più sul più solido concetto di modello di business, da un lato per articolare meglio le idee e dall’altro per fare diverse ipotesi, testarle e cambiarle rapidamente, grazie a test e feedback fatti tramite dei test sul campo.

    E per le persone?

    La proposta che fa Tim Clark con il suo libro Business Model You (edito da Hoepli e orgogliosamente curato dal sottoscritto) è quella di considerare la propria carriera come un vero e proprio business e se stessi come un’azienda fatta di una sola persona.
    Un momento! Proprio come andiamo dicendo da anni noi di PersonalBranding.it che applichiamoil Branding alle persone? Esatto e ancora di più.
    Business Model You di Tim Clark, Hoepli

    Addio piano di carriera, benvenuto modello di business personale!

    Ecco il Personal Business Model Canvas ratto da Business Model You
    Ecco il Personal Business Model Canvas. Scarica il PDF del Canvas con tutti i testi e l’estratto del libro cliccando sull’immagine.

    La mappa per trovare la propria strada è il Personal Business Model Canvas, uno schema relazionale (Canvas = canovaccio, tela o meglio poster) adattato proprio da Tim a partire dal più celebre Business Model Canvas organizzativo, ideato da Alexander Osterwalder & Yves Pigneur.
    Uno strumento che ci stimola a non descrivere il nostro lavoro solo come una serie di mere attività o competenze, ma a spiegare la logica con cui la persona individua e sviluppa un valore da offrire e le persone a cui offrirlo, ricavando a sua volta dei vantaggi.

    Il Canvas è davvero intuitivo e capace, in nove blocchi, di descrivere tutti gli elementi principali di un modello di business. Puoi scaricare la versione PDF con tutte le preziose domande guida relative a ciascun blocco in questa pagina dedicata, insieme all’estratto del libro. Ti anticipo che si usano grandi quantità di Post-it® e ti lascio al sito di Amazon dove potrai comprare il libro di cui ti raccomando la versione cartacea!

    Le differenze tra modello di business personale e organizzativo

    MA quali sono le differenze?
    In un business model personale la Risorsa Chiave sei TU: i tuoi interessi, le tue doti e capacità, la tua personalità e i mezzi che possiedi o gestisci. Nelle organizzazioni, le Risorse Chiave sono spesso più estese e comprendono, per esempio, altre persone; un modello di business personale tiene inoltre conto anche di costi immateriali, come lo stress e l’insoddisfazione, e di Ricavi e Benefici relativi come il senso di gratificazione e il riconoscimento altrui. Il business model delle organizzazioni di solito considera solo costi e benefici materiali.

    Entrambi sono importanti

    Capire e descrivere il modello di business dell’organizzazione per cui lavori ti aiuta a capire se sei dalla parte del valore (e quindi co-generatore di ricavi) o una mera voce di costo. I collaboratori che hanno a cuore il successo di un’impresa nel suo complesso (e sanno come raggiungerlo) sono i più preziosi e valorizzati, e sono i migliori candidati alle posizioni più importanti.
    Il cambiamento, oltre ad essere un tema personale, riguarda spesso l’intera organizzazione. In BigName, l’azienda specializzata in Innovazione Professionale che promuove questo sito, affrontiamo spesso il tema del change management e della valorizzazionbe in azienda usando questi strumenti esperienziali, che danno il grande vantaggio di semplificare tutto il processo e allineare meglio i singoli con gli obiettivi organizzativi.

    [Aggiornamento: adesso è possibile applicare il Business Model Canvas anche ai team, scopri il nuovo libro di Tim Clark e Bruce Hazen, Business Model Team]

    Esempi di cambiamento

    1. Strategico: chiunque voglia implementare una strategia di Personal Branding deve prima valutare l’esigenza di avere nuovi Partner Chiave (ad esempio un consulente di immagine o un esperto di Social Media Marketing), ma anche di introdurre nuove Attività Chiave, quali quelle relative al presidio di alcuni Social Network o aumentare le occasioni di parlare ad eventi. Deve, quindi, riuscire a valutare gli impatti sui Costi (fatica, disagio, tempo) e confrontarli con nuovi Benefici immateriali (maggior riconoscimento?), tenendo sempre sotto controllo il reale ritorno sull’investimento. Ecco perché insisto spesso sull’importanza del proprio modello di business in ottica Personal Branding. Il Personal Business Model Canvas infatti è proprio lo schema originale che ho adattato per ideare il Personal Branding Canvas
    2. Tecnologico: se la tecnologia si evolve, occorre imparare ad usarla e governarla. Ad esempio l’esigenza di imparare un nuovo software aziendale, come un gestionale innovativo. L’impatto principale di solito verte sul blocco delle Risorse Chiave (saperla usare) e in generale sulle Attività Chiave (usarla). Ovviamente, potrebbe non piacerci fare tutto ciò e, quindi, ecco i primi impatti su Costi immateriali, quali noia, confusione o stress. Io di solito reagisco girando come uno zombie su Twitter o Facebook in questi casi, invece di delegare a qualcuno l’Attività Chiave o migliorare la mia formazione sulla competenza specifica.
      Qual è il tuo veleno? Potrebbe essere causato da una situazione molto simile…

    Concludendo

    Scarica subito la versione PDF con tutte le preziose domande guida relative a ciascun blocco in questa pagina dedicata, insieme all’estratto del libro. Altrimenti acquista ora il libro su Amazon.it.

    Ti interessa applicare questi concetti nella tua azienda? Scrivici a info@bigname.it o scopri i nostri servizi per l’impresa.

     

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