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    Oggi è meglio uno stage di una media del 30 in Università?

    Gio Russohttp://www.giorusso.com
    Ciao sono Gio Russo! sono l'animo pop e non convenzionale del Personal Branding. Quando i trending topic e gli eventi chiamano, allora mi trasformo in un Live Content Creator.

    “Nel 1920 dopo la scuola si entrava direttamente nel mondo del lavoro, lavorare per esempio in una catena di montaggio era un’ottima occasione da non lasciarsi sfuggire, testa bassa e tirare dritto dopo quarant’anni, nel 1960, si aveva la propria pensione ed una casa in cui godersi la vecchiaia.
    Quindici o magari vent’anni dopo il futuro era riposto nelle mani delle Università per ampliare i propri orizzonti e studiare l’arte del management e dell’organizzazione per imparare a diventare manager. Dopo 4 o 5 anni lavorare nel gestire e organizzare la numerosa forza lavoro di una di queste aziende sarebbe stato un posto sicuro e ben retribuito quindi un occasione da non perdere.
    Qualche anno dopo invece dopo aver preso il diploma molti per salire di un ulteriore gradino nella scala del progresso sociale, sarebbero diventati liberi professionisti, medico ed avvocato.
    Poi quando è giunta l’era della televisione e del mass marketing, le giovani generazioni sono state incoraggiate a diventare marketer, pubblicitari, copywriter, consulenti finanziari, professioni dove si maneggiano le idee e non ferro e acciaio, quindi un lavoro totalmente astratto se confrontato con il lavoro dei nostri nonni”. Seth Godin.

    Mi rivolgo qui a chi aspira a lavorare nel mondo della comunicazione digitale…
    Cosa ci riserva il futuro?

    Parliamoci chiaro un 30 e lode.. cosa significa?
    Che troverai sicuramente un lavoro? NO!
    Non ti dà la certezza, questo mondo non ci dà più certezze.
    È un mondo veloce e sfuggente come un trending topic, magari vuoi creare un contenuto ad hoc per cavalcarlo, ma non arriva l’approvazione del cliente, l’hashtag non è più in TT, nel frattempo hai lavorato sui mille e più rework del contenuto che comunque non sarà più pubblicato.
    Il mondo cambia in fretta come gli hashtag in trending topic su Twitter.
    Questa è la tua vita e tu non devi essere il Community Manager che crea il contenuto, tu devi essere l’hashtag in trending topic e fare in modo di attirare l’attenzione su di te.

    Quindi a cosa serve una media universitaria di 30 nella teoria, se nella pratica non eccelli?

    I tempi sono cambiati

    I tempi sono cambiati la certezza è non sapere cosa fare del proprio futuro, abbiamo sogni nel cassetto, crisi fuori e nella testa, la pensione nelle foto in bianco e nero dei nostri nonni, un lavoro certo che no, abbiamo studiato magari poco, magari tanto, avevamo le passioni, ognuno da piccolo voleva essere da grande, ma da grande non ricorda più cosa voleva fare da piccolo perché crede di non sentirsi mai abbastanza grande. Ci rimangono i sogni, ci tocca aprire il cassetto prendere il sogno ed indossarlo e iniziare a correre con una metà ben precisa, un obiettivo da raggiungere e non fermarsi mai. Per svegliarsi domani e sentirsi ancora una volta sempre più giovani mentre gli anni passano, i tatuaggi invecchiano, i ricordi sbiadiscono e quando sogni la mattina dopo, ti svegli.
    I tempi sono cambiati decidi se fare surf sull’onda del tempo alta 2015 metri o annegaci dentro. Sii affamato perché chi ha fame non conosce sazietà. Cavalca il tempo per superare te stesso. All-in.

    Sapete che cosa serve?

    Uno stage coerente con il vostro percorso formativo, perché se l’università ti dà le skill, lo stage è la tua palestra dove puoi “sperimentare” e coltivare esperienza.
    L’asso nella manica sta nel saper disegnare la propria strada mentre la si percorre, per questo vi parlo di Personal Branding Canvas, il vostro futuro migliore amico.
    La vita universitaria non è solo aperitivi, esami, lavori di gruppo, esami, aperitivi, esami, esami….caffè?
    È sia un investimento che un occasione di networking, ovvero la possibilità di creare relazioni professionali coerenti con il vostro percorso.

    3 domande degne di nota per scegliere lo stage perfetto:

    1. Rispetto al tuo percorso professionale, lo stage è coerente?
    2. Quali sono le competenze che vuoi rafforzare durante lo stage?
    3. Quale credibilità otterrai alla fine dello stage? Per chi?

    Ok, hai deciso dove vuoi fare lo stage e quali sono le competenze da rafforzare o da mettere alla prova. Adesso arriva il bello, devi fare in modo che loro scelgano te e non altre persone.
    Una strategia di Personal Branding ti permetterà di essere avanti di 10 mosse dai tuoi competitor.

    Cosa devi fare ora? Procediamo per punti

    1. Vai sul sito dell’azienda/agenzia dove vorresti fare lo stage;
    2. Studiati ogni sezione, dal chi siamo, fino alla home;
    3. Scopri i valori in cui credono leggendo i loro contenuti;
    4. Controlla la loro presenza online, come comunicano.
    5. Cerca di scoprire chi è il manager che gestisce la funzione per cui lo stage è aperto e guardati la sua presenza online (se esistente)
    6. Cerca di capire come fare a posizionarti per la posizione…
    Ok, facile a dirsi. Se vuoi farlo concretamente potresti utilizzare il Personal Branding Canvas. 
    Scarica qui gratis il Personal Branding Canvas e inizia a scrivere la strategia del tuo futuro professionale!

    La strada che ora sembra buia e incerta inizierà a prendere forma e luce, una volta che inizierai a camminare.

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