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Perché “seguire la tua passione” è il peggior consiglio

Tim Clarkhttps://businessmodelyou.com/
Tim Clark è docente, imprenditore, formatore e scrittore. Autore, tra le altre cose, di best seller come Business Model You e Business Model Generation. Fu lui a sviluppare la prima versione del Personal Business Model Canvas.

Spesso, quando ci troviamo di fronte a una decisione che può influenzare la nostra carriera, ci sentiamo dire di “seguire la nostra passione”. Un po’ in tutto il Mondo, “segui la tua passione” è largamente considerato un consiglio illuminante, sia per i professionisti esperti, sia per chi sta iniziando o ha iniziato da poco ad affacciarsi sul mondo del lavoro.

Ma “segui la tua passione” è veramente un consiglio valido? In due lettere: NO.

Perché “seguire la tua passione” è il peggior consiglio

La verità è che “segui la tua passione” è un consiglio sbagliato, che addirittura può peggiorare la situazione in molti casi.

So good they can't ignore you

Infatti, conduce spesso a saltare continuamente da un lavoro all’altro e porta a essere infelici, secondo Cal Newport, autore di So Good They Can’t Ignore You, un libro fantastico sul lavoro.

Ecco la tesi di Newport in breve: molti credono che la felicità risieda nell’individuare la propria passione, e poi trovare un lavoro che corrisponda a quella passione. Ma questo approccio è scorretto.

Prima di tutto, perché è raro che esista una passione in maniera innata. Pochi individui (pensiamo agli atleti talentuosi o ai musicisti) scoprono e seguono una passione sin dalla tenera età. Ma la maggior parte di noi non ha una passione pre-esistente che può essere “scoperta” solo con l’introspezione, e poi trasformata in un lavoro.

Invece, la passione si sviluppa lentamente con il tempo e l’esperienza. Newport dimostra che contrariamente alla percezione comune, la passione è un effetto “collaterale” della capacità di fare qualcosa, non una caratteristica con cui si nasce.

Inoltre, la possibilità di trovare un buon lavoro è solo una questione di domanda e offerta. Sono richieste competenze rare e di valore, non basta il mero entusiasmo o “la passione”. Chi cerca un buon lavoro dovrebbe quindi focalizzarsi sullo sviluppo delle proprie competenze. In particolare, adottare un approccio che Newport definisce “mentalità da artigiano” e non quello “da appassionato”.

Newport sostiene che l’approccio da appassionato si focalizza su ciò che il Mondo esterno offre a noi. La mentalità da artigiano, contrariamente, mette in evidenza quello che noi offriamo al mondo: la nostra Proposta di Valore.

Coltivare e accrescere le competenze tenendo presente sempre quanto saranno in grado di essere utili nel tempo, farà in modo che diventeremo così bravi da non poter essere più ignorati.

Poche persone sono in grado di capire in anticipo quale lavoro le porterà a sviluppare una passione. Quindi invece di focalizzarti sulla passione, adotta la mentalità da artigiano. Concentrati sul lavorare nel modo giusto, aumentare le tue competenze, invece di cercare il lavoro “giusto”. E dimentica “seguire la tua passione”.

Business Model You di Tim Clark, HoepliQuesto libro mi piace tantissimo. Le sue idee completano il focus di Business Model You su come definire in maniera logica la propria Proposta di Valore, quello che offri al mondo.
Su questo sito trovi una pagina completamente dedicata al libro e ai suoi strumenti.
Ti auguro di riuscire a trovare un lavoro che ami!

 

 

La foto di copertina è di Ian Schneider su Unsplash

2 Commenti

  1. Così come l’economia, anche il mercato del lavoro è regolato dalla legge di domanda e offerta. Anche se l’entusiasmo o “la passione” aiuta a restare motivati, ciò che conta davvero, come ben spiegato nell’articolo, è il possesso di competenze rare e di valore.

  2. Pur apprezzando e condividendo la parte relativa allo sviluppo delle competenze che è imprescindibile,
    il mio punto di vista è diverso.

    Seguire la propria passione a mio avviso significa “trasformare ciò che piace di più e farne un lavoro”, troppo spesso vedo persone frustrate perché hanno scelto un lavoro pensando solo a “ciò che offre il mercato” senza tenere conto dei loro interessi e delle loro predisposizioni su alcune materie.

    Se si guarda alle persone che eccellono nei settori più disparati si nota proprio che tutto sia partito da una passione per quello che facevano e gli incredibili risultati ottenuti sono una conseguenza di quella passione.

    Insomma, una riflessione che prende in considerazione passione e predisposizioni personali spesso inesistenti nei programmi di orientamento al lavoro. Credo che nelle nostre scuole manchi un sistema di orientamento che metta alla luce le capacità dei ragazzi, le loro passioni e che possa dunque indicare loro la strada migliore.

    Un saluto

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