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    Vuoi metterti in proprio? 3 domande che devi farti

    Tim Clark
    Tim Clarkhttps://businessmodelyou.com/
    Tim Clark è un docente, imprenditore, formatore e scrittore. Autore, tra le altre cose, di best seller come Business Model You e Business Model Generation, è stato lui a sviluppare la prima versione del Personal Business Model Canvas.

    Hai mai sognato di scappare dalla scrivania? Mettere su un’impresa individuale? Mandare il capo a quel paese e capire dopo cosa vuoi fare?

    Forse l’abbiamo fatto tutti questo sogno!

    Vuoi metterti in proprio? 3 domande che devi farti

    È un sogno bellissimo. I lati positivi sono evidenti: libertà, flessibilità, opportunità senza limiti. Possono esserci anche dei contro: entrate non costanti, isolamento, non smettere mai di lavorare.

    Nel valutare la decisione, i professionisti prudenti si rendono giustamente conto che c’è una barriera nascosta nel mettersi in proprio, che riescono a percepire ma non riescono a vedere chiaramente. Se potessero riconoscerla chiaramente e comprenderne le difficoltà, potrebbero subito decidere tra sì e no.

    In realtà questa barriera esiste, ed è reale, riconoscibile e superabile. La buona notizia è che ci sono tre semplici domande da porsi per rispondere subito alla domanda “dovrei mettermi in proprio?” per la maggior parte dei professionisti.

    Per utilizzare queste tre domande bisogna comprendere una logica di base del mondo del lavoro: come le organizzazioni offrono benefici ai clienti.

    Qui sotto c’è uno schema con i tre elementi chiave: Benefici (il valore per i clienti), Canali (in che modo quel valore viene comunicato, venduto e trasferito), e Clienti (persone o altre organizzazioni che pagano per quei benefici).

    Vuoi metterti in proprio? 3 domande che devi farti

    I Benefici vengono Comunicati, Venduti e Trasferiti ai Clienti tramite i Canali. In sintesi, le Organizzazioni creano i benefici, poi li comunicano, vendono e trasferiscono ai clienti.

    Facile, no?

    Ecco il primo punto principale: le organizzazioni hanno successo solo quando sono proprietarie o controllano Canali forti che possono collegare Benefici e Clienti. Senza Canali non può succedere nulla. La mancanza di Canali efficaci può stroncare qualunque organizzazione.

    È importante sottolineare che i Canali collegano le organizzazioni ai Clienti che si trovano fuori dell’organizzazione (esterni). Quindi la proprietà o il controllo dei canali rivolti ai Clienti esterni è essenziale per il successo di qualunque impresa, non importa quanti dipendenti abbia.

    Arriviamo al secondo punto chiave: la maggior parte dei professionisti che lavorano all’interno di un’organizzazione servono principalmente i Clienti interni: colleghi, soci, responsabili, e altri. Relativamente pochi si rapportano direttamente con Clienti esterni. Anzi, la maggior parte dei ruoli nelle organizzazioni sono essenzialmente dei Canali che connettono singoli professionisti ai loro Clienti interni. Scopri di più su questo argomento leggendo l’anteprima del libro Business Model Team sul sito di BigName.

    Avere un “ruolo” consente ai singoli professionisti di concentrarsi sull’apportare benefici e creare valore eliminando il difficile compito di attrarre e acquisire Clienti. Ma quando si lascia un ruolo in azienda per mettersi in proprio, non si può più limitarsi solo all’apporto di valore. Bisogna anche attrarre e acquisire Clienti esterni!

    Inizi a capire dove andiamo a parare?

    Morale della favola: la barriera invisibile del mettersi in proprio sono i Canali. Sia che tu voglia lavorare da solo o in società con altri, devi occuparti del (difficile!) compito di attrarre e acquisire Clienti.

    Le tre domande

    Ora che hai compreso questa barriera all’entrata, ecco le tre domande per aiutarti a scegliere se metterti in proprio o no:

    1. Hai la proprietà o almeno il controllo dei Canali necessari? Se sì, sei pronto a metterti in proprio! Altrimenti, avanza alla seconda domanda.
    2. Sei in grado di sviluppare i tuoi Canali? Se sì, inizia a fare degli esperimenti in previsione di metterti in proprio. Altrimenti, avanza alla terza domanda.
    3. Riesci ad acquisire dei buoni canali tramite partnership? Se sì, benissimo! Però esponi bene i dettagli dei tuoi piani ai potenziali partner.

    E ricorda: è vero che i canali 100% online come YouTube o Amazon sono ottimi per le fasi più operative, però richiedono comunque l’attrazione e acquisizione dei Clienti. Tieni presente che sottovalutare la difficoltà di attrarre e vendere ai potenziali clienti è uno degli errori più comuni che commettono i nuovi imprenditori.

    Questa è la dura verità: se non possiedi o controlli i tuoi Canali, e non sei capace o disposto a svilupparli da solo o acquisirli tramite partnership, probabilmente ti conviene restare dipendente o fornitore a contratto.

    Ecco fatto: abbiamo rivelato la barriera nascosta del mettersi in proprio, insieme alle tre semplici domande per aiutarti nella decisione.

    Business Model You di Tim Clark, HoepliChe tu decida di diventare autonomo o no, sarebbe comunque utile iniziare a definire la logica del tuo lavoro, e come vorresti lavorare in futuro. Ti consigliamo di fare tutto questo compilando prima di tutto il tuo modello di business personale, come descritto nel nostro libro Business Model You.

     

    Foto di copertina: Andrea Piacquadio da Pexels

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