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    Come trasformarsi da Fashion Blogger a imprenditrice

    Luigi Centenaro
    Docente universitario (SDA Bocconi, MIP e St. Gallen), fondatore di BigName, gli specialisti dell’innovazione di persone e team in azienda. Primo Personal Branding Strategist italiano, orgoglioso autore e curatore per Hoepli e fondatore di PersonalBranding.it (2008).

    Mentre alcuni annunciano la morte dei Blog, altri dimostrano che il primo passo per il successo è come sempre quello di differenziarsi. Mentre alcune colleghe lavorano su set costosi di alta moda, Shauna si concentra sul “fashion discount”. Partendo dalla influence accumulata e dalla conoscenza approfondita dei desideri del suo pubblico ottenuta con il Blog, propone una collezione a WallMart.

    Shauna Miller Pennychic

    Nel 2010 la giovanissima Shauna Miller ha deciso di aprire un fashion blog perché aveva un’idea chiara in testa: far sentire le donne a proprio agio anche con outfit creati con abiti da discount.

    Oggi, a 26 anni, Shauna è un’imprenditrice e una fashion designer con una sua linea di capi d’abbigliamento, che è già in vendita online da Walmart!

    L’idea

    L’idea di partenza di Shauna era essere una voce fuori dal coro nel mondo della moda, dando alle donne gli strumenti per personalizzare il proprio look e creando uno stile chic e trendy ma anche alla portata di tutte. Mossa che, in tempi di crisi, risponde perfettamente ad un bisogno concreto e che è comunque una tendenza ormai consacrata da H&M e Zara e molti altri.

    Ovviamente, fin dall’inizio Shauna sperava di farsi notare non solo dal suo pubblico di riferimento (chi fa shopping ai discount), ma anche da chi si occupa di alta moda…

    L’evoluzione

    Ben presto intorno al blog si è creata una community di donne interessate a rivisitare il proprio abbigliamento. Una community che commentava, valutava, suggeriva…

    Shauna ha intuito il potenziale che aveva tra le mani e ha cominciato a bussare alle porte dei rivenditori, facendosi portavoce di tutti i suggerimenti che arrivavano dalle sue lettrici: è stata rapidamente assunta come consulente freelance. Attenzione: non si è presentata PRIMA di aver sviluppato una digital influence, ma DOPO!

    Da consulente a imprenditrice  

    Lo scorso settembre Shauna ha avuto un’altra notevole intuizione: creare una sua linea d’abbigliamento.

    Rimanendo congruente alla propria idea, ha creato una collezione per donne che fanno shopping al discount, ma ha aggiunto qualcosa in più, il sacro graal modaiolo di ogni donna: l’abitino nero da cocktail! Ulteriore focalizzazione.

    Shauna ha disegnato personalmente la collezione e ha scelto che fosse lavabile a macchina e completamente made in USA.

    Appena ha cominciato a proporre la sua collezione ai retailer, Walmart.com si è fatto avanti e ha comprato la linea, in vendita per ora solo online, ma con la prospettiva di una distribuzione anche sul territorio.

    Shauna Miller pennychic collection

    Un Personal Brand low profile, che muove le leve giuste

    Shauna afferma che fin dall’inizio ha visto il suo blog come trampolino di lancio per il suo personal brand e per un futuro business e bisogna ammettere che è stata capace di muovere le leve giuste.

    Ha osato unire in un’unica visione due mondi, la moda e l’abbigliamento a basso costo, apparentemente lontani anni luce. E per unirli, si è concentrata sui comportamenti reali dei consumatori, provocando un forte spostamento di significato di entrambi gli elementi e creando di fatto una nuova categoria di riferimento: una trendy cheap fashion. Creare una categoria è infatti il modo migliore per attirare interesse, generare publicity e favorire l’attenzione di influencer e dei media. Puoi approfondire l’argomento sul Blog di Aaker.

    Shauna ha basato la sua iniziativa su fondamenta molto solide: ha investito sulle persone reali e sul loro desiderio di essere emotivamente appagate, anche da un consumo non più semplicemente forzato dalla necessità, ma arricchito di un’esperienza emotiva. E persino collettiva.

    Ha creato una community intorno a un prodotto che da (basso) status symbol è diventato style simbol e, soprattutto, ha fatto in modo che il suo consumatore fosse anche co-creatore, dando al suo prodotto forse perfino un nuovo valore di legame.

    A completare la ricetta, ha aggiunto al tutto un valore di qualità, creando un prodotto bello, resistente, comodo e etico.

    Ed è un’opportunità anche per Walmart che così ha associato il suo mega Brand ad un iniziativa densa di significati sociali.

    2 Commenti

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