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    The Golden Voiced: il senzatetto Ted Williams, un anno dopo

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    Luigi Centenaro
    Docente universitario (SDA Bocconi, MIP e St. Gallen), fondatore di BigName, gli specialisti dell’innovazione di persone e team in azienda. Primo Personal Branding Strategist italiano, orgoglioso autore e curatore per Hoepli e fondatore di PersonalBranding.it (2008).

    Ricordi di Ted Williams? Ted Williams è The Golden Voiced, il senzatetto dalla voce radiofonica che, per l’effetto virale di Youtube, in una manciata di giorni è arrivato all’attenzione di un pubblico enorme.

    La Rete gli ha dato una popolarità tale da essere sottratto alla strada e lanciato come speaker radiofonico sotto contratto.
    Adoro questa storia perché dimostra quanto quello che ti rende unico sia la vera ragione per il tuo successo.
    Senza più un tetto Ted si riduce a chiedere la carità, ma il suo asset principale, la sua voce gli è rimasta, anche quando ha perso tutto…

    Come è andata a finire?

    Amo molto seguire le storie dopo che sono state abbandonate dai media…
    A chi come me si chiede se il suo sia stato un successo passeggero, lui risponde con i fatti: nell’arco di poco più di un anno Ted si è riconciliato con sua madre e sua figlia, si è ripulito dalle sue dipendenze ed è stato molto occupato a lavorare con Entertainment Tonight e come voice over per Kraft, oltre che come speaker radiofonico.
    Mi entusiasma vedere come Ted ora sia grato per la sua fortuna e mostri orgoglioso la sua nuova casa, con il caminetto e la cabina armadio, che all’occorrenza trasforma in studio di registrazione.

    Homeless, wikipedia e un libro

    La storia di Ted è diventata così popolare che qualcuno si è anche occupato di dedicargli una pagina su Wikipedia.
    Come se non bastasse, Ted ha pubblicato un libro sulla sua storia, scritto insieme al giornalista del New York Times e autore di best sellers Bret Witter.

    Il libro di the the golden voiced

    Sviluppo di una reputazione online

    È proprio il caso di dire che Ted vive, anzi, ha ricominciato a vivere, sviluppando anche un proprio Personal Brand (vedi il sito personale) e che il suo è un esempio di come, ormai, Internet sia più una fonte di opportunità che di pericoli.
    Spesso leggiamo esempi terrorizzanti di persone finite online per problemi seri, la cui reputazione online è rovinata da fatti gravi, talvolta anche senza alcuna responsabilità. Come ripetiamo nei nostri corsi, su Internet è impossibile non esserci, nel male, ma anche nel bene!
    Ted è un esempio per tutti coloro (e purtroppo sono ancora molti) che sono spaventati dalla rete e temono di venirne risucchiati, rischiando la propria reputazione. Nel web ormai si è coinvolti che lo si voglia o no: come è successo a Ted che sulla rete ci è finito inconsapevolmente pur ignorandone l’esistenza.

    Personal Branding e beneficenza

    Mi fa anche piacere vedere come Ted abbia utilizzato la Rete, che ora usa per condividere i suoi messaggi di speranza e promuovere iniziative social con cui fa beneficenza (con l’iniziativa Kraft per lo scorso San Valentino, la “voce d’oro” di Ted ha aiutato a donare confezioni gratuite di Mac and Cheese all’associazione Feeling America, che gli sta molto a cuore).
    Una reputazione forte come “the homeless with the Golden Voice” non potrebbe alla lunga rivelarsi stretto o sconveniente per Ted? Qualcuno se lo domanda; a queste persone rispondo che la voce e la storia di Ted rendono autentico il suo brand, e se vi rimarrà congruente, magari affiancando alla sua carriera uno stile low profile e l’impegno nel sociale, difficilmente il brand lo schiaccerà.

    La sua vicenda rafforza la mia convinzione che una personalità e un talento autentici possono trasformare la Rete in una grande opportunità; se poi si considera che il grande successo riscosso da Ted è stato del tutto casuale e senza alcuna strategia, vien da se che la forza del web potrebbe risultare ancora più vantaggiosa con lo sviluppo di un Personal Branding ben strutturato, capace di valorizzare i punti forti e di allontanare i timori dai punti deboli.

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