PersonalBranding.it è un progetto di Luigi Centenaro e di

Bigname

Cercare lavoro: ottimismo non vuol dire pigrizia

Luigi Centenaro
Docente presso SDA Bocconi, MIP, WHU Dusseldorf, ESSEC Parigi, Bath SoM e St. Gallen, fondatore di BigName, gli specialisti dell’innovazione professionale in azienda. Primo Personal Branding Strategist italiano, orgoglioso autore e curatore per Hoepli e fondatore di PersonalBranding.it (2008).

È il principale insegnamento che viene da un giovane ragazzo italiano che ha appena trovato un lavoro in Irlanda.
Ma non l’unico!
È anche un interessante esempio di Personal Branding e di Influence Design, ma forse anche una storia buona per CheFuturo.it.

Libri, passioni e videogiochi

Damiano, idealista, sognatore, illuso, ottimista, si laurea in Scienze della Comunicazione a Padova e viene ispirato dalla lettura di “I would do it, if I just knew what it was” di Barbara Sher, il cui sottotitolo recita più o meno: scopri quello che vuoi veramente e come ottenerlo. Partendo dalle tue passioni, ovviamente.
E quali sono le passioni di Damiano? Le lingue (3), la recitazione, viaggiare (l’header del suo blog mi ricorda le Cliffs of Moher) e soprattutto il gaming, i giochi Blizzard in particolare.
Come il gaming? Non è certo la prima cosa a cui pensano i giovani quando cercano spunti per la loro carriera…
No! Meglio fare il career day delle multinazionali:
Colloquio o Personal Branding

Pigrizia e ottimismo

E Damiano è davvero un sognatore, ma non è pigro.
Fa un magnifico video prendendo spunto dal trailer di World of Warcraft The Burning Crusade in cui mette in mostra tutto quello che sa fare meglio:

Il video ha tutti gli ingredienti: personal storytelling, dimostrazione delle competenze, motivazione, obiettivi, emozione e pathos. Ricalca e rispetta il linguaggio della community di appassionati della Blizzard, dimostrando di far veramente parte della “Italian Horde”.

Azioni tattiche

Frequenta il sito di WOW per eventuali ricerche di staff e lavora per diffondere in ogni modo il video CV tra appassionati e professionisti, chiedendo pareri ed opinioni, con la speranza che prima o poi anche Blizzard lo vedesse.
Si trasferisce intanto a Dublino e fa networking partendo dall’ostello, conosce nuova gente, aumenta il suo capitale sociale.
Ma senza perdere di vista il piano Z, tanto per citare Ben Casnocha: gli annunci per camerieri.
Passa qualche settimana e la tensione nel frattempo sale, ma finalmente riceve due telefonate: Amazon e Blizzard.

Ora lavora in Blizzard Entertainment a Cork, Ireland

Tendo a fidarmi di uno come lui e infatti ho appena comprato il libro su Kindle.
Insomma, Damiano ha “influenzato” anche me oltre alla Blizzard!
Questo tramite l’amico Davide Rapetti che me lo ha segnalato, attraverso i Social Media, ma anche e soprattutto grazie alla sua storia originale: uno dei pilastri della Digital Influence.
Altro che le metriche di Klout!

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